“L’Europa non funziona”
Sarko fa il modesto e Köhler frena il sì tedesco al Trattato
La ricetta medica della Bce. A giugno l’inflazione dell’Eurozona ha raggiunto il 4 per cento, secondo la stima pubblicata ieri da Eurostat. L’Italia è al 3,8, appena sotto la media europea, dice l’Istat. “Siamo profondamente preoccupati”, spiega il commissario agli Affari economici, Joaquin Almunia: occorre evitare “il rischio di una spirale inflazionistica”. Dopo i dati record – l’inflazione non è mai stata così alta dal 1996 – la Banca centrale europea è ancor più determinata a rispondere con una politica monetaria restrittiva.

La ricetta medica della Bce. A giugno l’inflazione dell’Eurozona ha raggiunto il 4 per cento, secondo la stima pubblicata ieri da Eurostat. L’Italia è al 3,8, appena sotto la media europea, dice l’Istat. “Siamo profondamente preoccupati”, spiega il commissario agli Affari economici, Joaquin Almunia: occorre evitare “il rischio di una spirale inflazionistica”. Dopo i dati record – l’inflazione non è mai stata così alta dal 1996 – la Banca centrale europea è ancor più determinata a rispondere con una politica monetaria restrittiva. Come preannunciato da Jean-Claude Trichet, giovedì la Bce porterà il tasso di interesse principale al 4,25 per cento. Con un’inflazione doppia rispetto agli obiettivi di Maastricht, gli analisti temono altri rialzi nel corso dell’anno.
Oggi il segretario al Tesoro americano, Henry Paulson, cercherà di convincere Trichet a non fare come la Bundesbank alla fine degli anni 80 (tassi alti ai danni del dollaro). Il premier spagnolo, José Luis Rodriguez Zapatero, chiede “flessibilità”, accusando la Bce di essere “troppo orientata al controllo dell’inflazione”. Il problema è di forma – “annunciare un possibile aumento dei tassi con venti giorni di anticipo crea inquietudine” – e di sostanza – “esistono due politiche (Bce e Fed, ndr). A medio termine vedremo qual è la più giudiziosa”. Anche da Berlino è arrivato un inedito avvertimento sul rischio di danneggiare la crescita. Alzare i tassi è “un segnale sbagliato perché ha un impatto pro-ciclico sul rallentamento dell’economia”, dice il ministro delle Finanze, Peer Steinbrück. Ma Trichet non ha dubbi: meglio un ripiegamento temporaneo che un prolungato periodo di bassa crescita e alta inflazione.
“L’Europa non funziona, bisogna cambiare”. L’Ue deve “proteggere” e Nicolas Sarkozy ha a cuore le cose “concrete” per la sua presidenza di turno. Nonostante lo stallo sul Trattato di Lisbona, ieri Sarkozy ha spiegato ai francesi che le sue priorità toccano la vita quotidiana: ambiente, politica energetica e immigrazione. Con il petrolio a 142 dollari il barile e l’inflazione record, non sono escluse sorprese: Sarkozy vuole abbassare l’Iva su benzina, ristorazione, dischi e video, e per automobili e case ecologiche. Le difficoltà personali con la cancelliera Angela Merkel sono un ricordo passato dopo la fine degli attacchi alla Bce e il motore franco-tedesco è tornato a funzionare su clima ed energia. Sul Trattato invece c’è stato lo stop del capo dello stato tedesco, Horst Köhler, che ha bloccato il processo di ratifica, sottoponendolo al parere della Corte costituzionale federale per verificarne la compatibilità con la Costituzione. Una brutta notizia per Sarkozy. Ma le aspettative nelle capitali europee sono alte, pure se non mancano contenziosi. A Londra le priorità francesi piacciono, anche se sono probabili scontri su commercio e agricoltura.
“L’Europa non funziona, bisogna cambiare”. L’Ue deve “proteggere” e Nicolas Sarkozy ha a cuore le cose “concrete” per la sua presidenza di turno. Nonostante lo stallo sul Trattato di Lisbona, ieri Sarkozy ha spiegato ai francesi che le sue priorità toccano la vita quotidiana: ambiente, politica energetica e immigrazione. Con il petrolio a 142 dollari il barile e l’inflazione record, non sono escluse sorprese: Sarkozy vuole abbassare l’Iva su benzina, ristorazione, dischi e video, e per automobili e case ecologiche. Le difficoltà personali con la cancelliera Angela Merkel sono un ricordo passato dopo la fine degli attacchi alla Bce e il motore franco-tedesco è tornato a funzionare su clima ed energia. Sul Trattato invece c’è stato lo stop del capo dello stato tedesco, Horst Köhler, che ha bloccato il processo di ratifica, sottoponendolo al parere della Corte costituzionale federale per verificarne la compatibilità con la Costituzione. Una brutta notizia per Sarkozy. Ma le aspettative nelle capitali europee sono alte, pure se non mancano contenziosi. A Londra le priorità francesi piacciono, anche se sono probabili scontri su commercio e agricoltura.
Madrid e Roma puntano sul “Mediterraneo come politica centrale dell’Ue”, spiega il segretario di stato agli Affari europei, Lopez Garrido. Zapatero fa le pulci al Patto sull’immigrazione, Franco Frattini, ministro degli Esteri, invece dice al Foglio di essere d’accordo con i dossier francesi “sull’immigrazione e sullo sviluppo di una politica energetica comune”. Stoccolma apprezza le iniziative sul clima, l’Aia è favorevole alla virata sulla difesa europea e al ritorno della Francia nella Nato. Come i paesi dell’est, conquistati dalle iniziative a favore dell’Ucraina. L’incognita resta il Trattato. Sarkozy promette un’inaspettata “modestia” per salvare l’Europa in crisi.